narrazione.

conversazioni attive

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Percorsi narrativi

Ovvero la parola – e le immagini – molto tempo prima dello storytelling.

Perché i racconti ci sono sempre stati, solo che negli ultimi 10 anni c’è stato il bisogno di trovare una definizione che li riportasse ad una decisione strategica, aziendale o personale. Passando dal racconto alla narrazione.

Un po’ come è già successo per la pubblicità. Quando è nata? quando ha iniziato a chiamarsi advertising? storicamente le prime forme di inserzione pubblicitaria ragionata sono state degli annunci sui quotidiani inglesi, intorno al 1640. Ma cos’erano le monete con l’effige dell’imperatore nell’antica Roma? la prima forma di pubblicità di massa. Ogni giorno, tutti, ricevevano una messaggio forte su chi fosse la persona più importante dell’impero. E la storia si ripete.

Per lo storytelling è più o meno lo stesso. c’era già, ma si chiamava in un altro modo, o non si chiamava affatto. No?

Guida Michelin, per fare un nome. Un caso di narrazione strategica aziendale ante litteram. Invece di investire tutto il budget in campagne pubblicitarie tradizionali (anche perché il mondo digitali era lungo a venire) hanno creato una storia, fatta di viaggi e sapori. Una storia fatta di Italia e di percorsi.

Un lungo preambolo per dire cosa? che esprimere sé stessi, la propria azienda, il proprio marchio e il proprio servizio attraverso parole, racconti e immagini, è fondamentale. Dal sito internet, agli ambienti social, dalla brochure alle presentazioni, ogni ingranaggio deve inserirsi nell’ambito di una conversazione che ruota intorno ai valori, alla qualità percepita, all’attenzione per il cliente o verso l’utente.

Eh si, perché nel cosa di una strategia narrativa aziendale, il personaggio protagonista, non è il prodotti, ma il pubblico. Questo è fare narrazione imprenditoriale.

narrazione strategica

Si inserisce nelle strategie di comunicazione integrata dell’azienda, con lo scopo di coinvolgere emotivamente il pubblico facendosi veicolo dell’identità aziendale.

Come funziona? Significa che parliamo con i nostri clienti, li tormentiamo fino a definire insieme l’aspetto unico, distinguibile, autorevole ed emozionante. E per noi diventa la base per costruire una narrazione, che deve declinarsi in tutti gli aspetti in cui l’azienda e la marca si interfaccia con i suoi pubblici di riferimento (che sono sempre, in ogni caso, persone – anche in un’attività b2b)

Nel contiuum di contenuti visivi e testuali cui siamo sottoposti, la rete narrativa diventa una linea strategica aziendale, che prevede metodo operativo e disciplina organizzativa, per distinguersi, farsi scegliere ed essere ricordati. Passando così dallo storytelling allo storyfactory. (e scusate per l’inglesismo).

Ambiti di applicazione

No, la strategia narrativa non significa solo avere un bel testo nel sito web o un video coinvolgente pubblicato sui social

Identità visiva: dal logo al pack, colori, simboli e toni comunicano i valori della marca. E devono essere quelli corretti, indirizzandosi al giusto pubblico.

Per ogni logo ideato, abbiamo prima costruito da due a tre percorsi narrativi diversi, che ne hanno determinato la genesi definitiva. La grafica viene solo dopo il simbolismo, la declinazione costruttiva dopo l’identificazione di meccanismi percettivi, la pubblicazione dopo che abbiamo rifatto tutto da capo almeno una volta.

Identità comunicativa: start up creative con prodotto di valore, identità visiva pop, comunicazione digitale coinvolgente, e poi? le presentazioni a clienti e partner sono fatte con tristi power point. Tutto quello che raccontiamo definisce chi siamo, e il modo in cui lo raccontiamo ne definisce la percezione.

Relazioni con i media: relazioni, visibilità, consenso. Parlare delle attività di un’azienda, saperle raccontare e trasmettere interesse, prevede conoscenza, capacità narrativa e senso della notizia. (Abbiamo sempre detestato il termine ufficio stampa, perché in realtà dall’ufficio si dovrebbe uscire, e sopratutto non stampa nulla. E vogliamo parlare dei comunicati scritti come un verbale dei Carabinieri?)

Nessuno più di chi ha lavorato nel mondo del giornalismo e a contatto  con le istituzioni sa quanto è difficile lavorare con i giornalisti e i rappresentanti delle istituzioni.   Per questo la sappiamo fare bene. 

Contenuto creativo: siti web, social network, newsletter, presentazioni grafiche e interventi pubblici. La cura e gestione di cosa viene detto, come viene trasmesso e quanto viene recepito è alla base della comunicazione efficace. Wolf produce tutti i tipi di contenuti, con giusta sostanza e  forma efficace (previsioni del meteo e libretti di istruzioni a parte)

Abbiamo reso veri testi che parlavano di moda etnica e di arte contemporanea, di contaminazione sociale e di agricoltura sostenibile, di Nazioni Unite e di Africa, di sport e di giardinaggio. Ci siamo appassionati ad ogni parola e ad ogni progetto, per produrre contenuti che ne amplificassero la portata e ne valorizzassero il messaggio. 

Servizi correlati

Ti abbiamo presentato l’approccio di Wolf alla narrazione. A questo si aggiungono i servizi necessari a completare le eventuali necessità dei nostri clienti.

  • realizzazione siti web. Wolf realizza siti web che aggiungono un sapore un po’ diverso. Come lo zenzero nella birra. Quei siti dove l’attenzione è in tutti i particolari, e ogni particolare è pensato per differenziarsi dal mare magnum dei siti ciclostilati.
  • gestione canali social. Ovvero il social media marketing. Che poi significa contenuto efficace, stile personale, analisi e gestione delle inserzioni. Cui aggiungiamo la soluzione Wolf: l’idea. Perché tra algoritmi e tecnicismi (necessari, eh), le idee fanno la differenza.

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